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Pordenone: una città i cui parchi comunali, aree verdi attrezzate,
giardini pubblici e centro urbano sono letteralmente
banditi ai cani con l'
ordinanza146.
L'attuale Amministrazione ha come fiore all'occhiello proprio i parchi urbani: Pordenone è, infatti, al primo posto in regione nel rapporto cittadino-verde, per una superficie di oltre 120.000 metri quadrati, ventun metri quadrati a testa. Negli ultimi quattro anni il Comune ha speso nove miliardi e quattrocento milioni per l'arredo urbano. Secondo una nota del Comune, pubblicata sui giornali locali: "grazie al recupero di molte aree verdi i pordenonesi possono vivere in una dimensione nella quale l'ambiente non è un semplice concetto astratto, ma una realtà concreta". Peccato che non sia così anche per i cani di questa città. In piena campagna elettorale (marzo 1997) è stato aperto un parco urbano molto bello, pieno di verde, alberi e grandi spazi (68.400 metri quadri), che è stato anche definito il più vasto parco urbano della regione: il Parco di San Valentino Come si temeva, anche per quanto riguarda questo parco il Sindaco ha emesso un'ordinanza che ne vieta l'accesso ai cani ed altri animali domestici: ordinanza n° 52 del 10 giugno 1997. Ci siamo chiesti come poter reagire a quella che riteniamo un'ingiusta limitazione, segno inconfondibile e inquietante di un'intolleranza sempre più marcata verso gli animali, cani in particolare. Abbiamo pensato di effettuare delle ricerche in materia d'aree verdi accessibili ai cani, ed abbiamo così riscontrato come in numerosi Comuni Italiani (e città europee) tali aree siano state realizzate. Vogliamo documentare un esempio da seguire: a Montebelluna, in provincia di Treviso, esiste un bellissimo parco attrezzato in centro città, il Parco Manin, in cui l'ingresso ai cani è consentito. Lo abbiamo visitato, e vi assicuriamo che è una gioia vedere cani a spasso per il parco..i bambini hanno a disposizione una zona attrezzata con giochi, interdetta ai cani mediante dei cartelli. Il tutto è stato realizzato senza alcuna difficoltà, per mezzo di un'ordinanza ed un pizzico di buonsenso. Stimolati da questi esempi, all'inizio di novembre 1997 abbiamo pensato di promuovere una petizione popolare al Sindaco di Pordenone , perchè riservi nel nuovo Parco urbano di Via S.Valentino almeno un'area verde in cui sia permesso l'accesso ai cani. Abbiamo, fin dall'inizio, posto l'accento sul Parco San Valentino in quanto esso, per conformazione e dimensioni, puó costituire un ottimo "progetto pilota" ed un esempio da seguire per le altre circoscrizioni della città (se non si puó pensare di realizzare un progetto simile in un parco capiente come il San Valentino, non vediamo come lo si possa realizzare altrove...). Nel raccogliere le firme abbiamo anche promosso una piccola ma doverosa campagna di sensibilizzazione all'uso della paletta per la raccolta delle deiezioni, distribuendone gratuitamente una a quanti firmavano presso il banchetto da noi allestito in centro città. La petizione è stata consegnata in Comune a fine gennaio 1998; le firme da noi raccolte in poco meno di due mesi sono state più di mille. Il Sindaco si è premurato di risponderci che, di fronte al parco, esiste un'area a suo dire molto bella e spaziosa..l'area San Carlo, pertanto le richieste dei mille cittadini erano senz'altro immotivate. Strano: se i cittadini avessero ritenuto l' area San Carlo realmente idonea e fruibile "con soddisfazione", come afferma il Sindaco, la petizione con più di mille firme non avrebbe di certo avuto ragione di esistere.. Chi abita a Pordenone conosce bene le condizioni di quest'area, che il Sindaco chiama "parco": un laghetto non recintato, circondato da in fazzoletto d'erba. Non vediamo perchè i cittadini con cane a seguito non possano accedere ad alcun parco urbano, giardino pubblico e centro città, e debbano accontentarsi di quest'area così precaria (composta, tra l'altro, di ruderi di case). Ancor prima di questa risposta, durante la discussione di un ordine del giorno presentato da un consigliere comunale in parziale accoglimento delle nostre richieste, il Sindaco ribadiva il fatto che le aree in cui portare il cane esistono, ma che non si tratta di parchi urbani. In sostanza il parco urbano, San Valentino nella fattispecie, è da considerarsi alla stregua di un "salotto" ove, logicamente (per lui..) i cani non possono accedere. Abbiamo cercato di far capire al nostro Sindaco che altri Comuni hanno saputo coniugare esigenze di carattere igienico con l'altrettanto legittima esigenza dei cani di fruire d'aree verdi. Tutto ciò, purtroppo, a tutt'oggi ha avuto esiti negativi. Non è, infatti, valsa a nulla la petizione sottoscritta da più di mille cittadini, così come non sono valse a nulla le numerose lettere di sostegno che sono giunte (e continuano a giungere) presso le redazioni dei giornali un pó da tutta Italia, da parte di persone sensibili stimolate dagli apelli che abbiamo lanciato sul web. Le problematiche legate al mondo dei nostri amici a quattro zampe sono davvero tante, urgenti ed in molti casi drammatiche; forse a qualcuno un problema come il nostro può apparire secondario. Crediamo in una società che sappia rispettare gli animali, tutti e indistintamente. Quando un cane non ha accesso ad uno spazio verde perché, a detta di qualcuno, "sporca" o "disturba", la prima domanda da porsi è: se un diritto primario e fondamentale come questo viene negato, come possiamo aspettarci soluzioni a temi animalisti ben più spinosi e urgenti? Gli animali accompagnano luomo da sempre. Forse abbiamo dimenticato che i luoghi dove noi abbiamo edificato le nostre città un tempo appartenevano anche agli animali; li abbiamo relegati in spazi sempre più ristretti, conformando le loro esigenze alle nostre comodità e dimenticando tutto ciò per cui dovremmo essere loro riconoscenti. Per tutta questa serie di motivi abbiamo ritenuto giusto intraprendere questa piccola battaglia di civiltà. E la battaglia continua... "La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui si tratta gli animali" Gandhi |